ACHILLE

figlio di PŔleo e Teti, appena nato fu immerso dalla madre nelle acque dello Stige, che lo rese tutto invulnerabile tranne che nel tallone, per il quale Teti lo reggeva. Fu allevato dal centauro Chirone e nascosto dalla madre a Sciro, sotto vesti femminili, per sfuggire al destino di morte che lo attendeva sul campo di battaglia. A Sciro, alla corte del re Licomede, Achille s'innamor˛ di DeidamÝa, che gli diede un figlio, Neott˛lemo; l'astuto OdissŔo per˛ scoprý lo stratagemma e condusse il giovane alla guerra di Troia, dove l'eroe si segnal˛ per prodigi di valore. Al decimo anno di assedio AgamŔnnone rapý ad Achille la bella schiava BrisŔide, e l'eroe sdegnato si ritir˛ dal campo di battaglia, riprendendo le armi solo dopo la morte dell'amico PÓtroclo. Dopo aver ucciso ╚ttore e PentesilŔa, s'innamor˛ di PolissŔna e, recatosi al tempio di Apollo TimbrŔo per sposarla, fu ucciso da PÓride che gli lanci˛ una freccia nel tallone.

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ANFIAR└O

figlio di OiclŔo e di IpermŔstra, fu indovino e vate famoso. Prese parte alla caccia al cinghiale calid˛nio e alla spedizione degli ArgonÓuti; per opera della moglie Erifile partecip˛ all'impresa dei Sette contro TŔbe, sebbene ne prevedesse l'esito disastroso. Dopo atti di valore, col cocchio e i cavalli fu inghiottito da una voragine per opera di ZŔus, che gli accord˛ l'immortalitÓ.

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ASCL╚PIO ( Esculapio )

figlio di Ap˛llo e di Cor˛nide, fu allevato dal centÓuro Chirone e divenne tanto esperto nella medicina da resuscitare i morti; ZŔus allora, temendo che Asclepio sovvertisse le leggi di natura, lo fulmin˛. Ap˛llo per vendicare il figlio uccise i Cicl˛pi e ZŔus lo condann˛ a servire sulla terra per un anno. I Romani chiamarono il dio EsculÓpio e introdussero il suo culto nel 291 a.C. in seguito ad una pestilenza.

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EN╚A

figlio di Anchise e di Afrodite e discendente da DÓrdano, spos˛ Cre¨sa che gli diede un figlio, AscÓnio; partecip˛ alla guerra di Troia solo dopo essere stato assalito da Achille sul monte Ida e si distinse per atti di valore. Secondo OmŔro Enea, caduta la cittÓ, regn˛ nella Tr˛ade. Virgilio invece ci mostra l'eroe che, abbandonata Troia con Anchise ed AscÓnio, sosta a lungo a CartÓgine e s'innamora della regina Didone; quindi giunge nel Lazio dove Ŕ accolto dal re Latino, qui Enea sposa Lavinia e fonda la cittÓ di Lavinio.

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CRĎNO  ( Saturno )

figlio di Urano e di GŔa, era il pi¨ giovane dei Titani; egli, dopo aver cacciato il padre dal cielo, si fece signore del mondo. Spos˛ RŔa e, poichÚ gli era stato predetto che un figlio lo avrebbe detronizzato, ingoi˛ tutti i propri nati, ossia ╚stia, DŔmetra, ╚ra, Ades e PosŔidone, tranne ZŔus, che RŔa riuscý a nascondere presentando invece al marito una pietra avvolta in fasce e che Crono inghiottý senza accorgersi dello scambio. Divenuto adulto ZŔus fece rivomitare a Crono i figli trangugiati, che mossero guerra al padre e ai Titani e che incatenarono nel TÓrtaro. Dai Romani Crono fu identificato con Saturno.

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C└STORE e POLLUCE

gemelli, detti Dioscuri, figli di ZŔus e di Leda. CÓstore era abile nel domare i cavalli e Polluce nel pugilato. Essi parteciparono alla caccia al cinghiale calid˛nio e alla spedizione degli ArgonÓuti. Nella lotta contro i cugini AfÓridi, ai quali i Dioscuri avevano rapito le Leucippidi, loro fidanzate, CÓstore fu ucciso. Polluce allora ottenne da. ZŔus di rendere il fratello partecipe della propria immortalitÓ, e cosý i due fratelli vissero insieme un giorno sull'Olimpo e l'altro agli inferi.

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╚RACLE ( o Ercole )
chiamato dai Romani ╚rcole, figlio di ZŔus e di AlcmŔna, Ŕ uno dei pi¨ celebri eroi dell'antichitÓ. ZŔus si lasci˛ sfuggire che in un determinato giorno sarebbe nato un uomo assai potente ed ╚ra, gelosa, ritard˛ la nascita di Ercole e fece si che in quel giorno nascesse EuristŔo, per il quale l'eroe dovette poi compiere le dodici fatiche. Ancora in fasce Eracle strozz˛ due serpenti mandati da ╚ra per ucciderlo, a diciotto anni uccise il ferocissimo leone del Citerone e si vestý della sua pelle. Le dodici fatiche sono:
I) La lotta col leone di NemŔa; VII) La cattura del toro cretese;
II) L'uccisione dell'Idra di LŔrna; VIII) La cattura delle cavalle di DiomŔde;
III) La cattura del cinghiale d'Erimanto; IX) La conquista del cinto di Ipp˛lita, regina delle AmÓzzoni;
IV) La cattura della cerva di CerinŔa; X) La cattura dei buoi di Geriˇne;
V) La caccia agli uccelli stinfÓlidi; XI) La conquista dei pomi dĺoro delle EspŔridi;
VI) La pulizia delle stalle di Augia; XII) La cattura di CŔrbero.
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FĎLO

centÓuro figlio di SilŔno; egli ospit˛ ╚racle e durante la lotta tra l'eroe e i CentÓuri fu involontariamente ucciso.

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GIASONE

figlio di Esone re di I˛lco, fu allevato dal centÓuro Chirone. Per istigazione dello zio PŔlia organizz˛ la spedizione degli ArgonÓuti per la conquista del vello dĺoro. Tornato dalla C˛lchide con la moglie MedŔa, Giasone consegn˛ il vello d'oro a PŔlia, che per˛ non volle rendergli il trono usurpato a suo padre; MedŔa allora ne caus˛ la morte. Giasone fuggý a Corinto, dove spos˛ Creusa, la figlia del re, la quale fu uccisa per gelosia da MedŔa. L'eroe, dopo tante vicende, trov˛ la morte sotto la nave Argo che gli rovin˛ addosso.

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IDRA di L╚RNA

mostro, figlio di Echidna, aveva molte teste che una volta tagliate rinascevano e quella di mezzo era immortale. Ercole bruci˛ le teste mortali per impedire che rinascessero e schiacci˛ quella immortale sotto un enorme masso (fu la II delle famose dodici fatiche).

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IPPĎLITO

figlio di TŔseo e di Ipp˛lita, fu amato dalla matrigna FŔdra e poichŔ il giovane la detestava, lo calunni˛ presso Teseo che lo maledisse cosý che morý trascinato dai suoi cavalli imbizzarriti. FŔdra allora dal dolore si uccise.

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ISSIONE

figlio di FlegiÓs, re dei Lapiti, spos˛ Dia, figlia del re DionŔo. PoichÚ il suocero reclamava i doni nuziali promessigli, Issione lo precipit˛ in una fornace. ZŔus lo purific˛ dal crimine ma il giovane, per tutta ricompensa, s'innamor˛ di ╚ra; il padre degli dei allora plasm˛ una nuvola a somiglianza della dea, e con essa Issione gener˛ i CentÓuri. Quindi, in punizione della nuova colpa, egli fu incatenato a una ruota sempre in movimento e precipitato negli Inferi.

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MACAËNE

figlio di AsclŔpio partecip˛ alla guerra di Troia e cur˛ abilmente le ferite dei Greci.

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N╚STORE

figlio di NelŔo e di Cl˛ri, partecip˛ alla lotta fra Lapiti e CentÓuri e alla caccia al cinghiale calid˛nio; visse fino a tarda etÓ e nella guerra di Troia fu sapiente consigliere dei Greci.

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PROM╚TEO

titano figlio di Giapeto e di Asia (o di ClimŔne) e fratello di EpimŔteo, fu, secondo una tradizione, il creatore dell'umanitÓ, avendo formato l'uomo con un impasto di argilla; secondo altre fonti fu semplicemente il benefattore dei mortali e per loro rub˛ il fuoco attirandosi la collera di ZŔus. Il dio lo incaten˛ ad una rupe e mand˛ un'aquila a divorargli il fegato, che rinasceva sempre, cosicchÚ la pena era eterna. ╚racle liber˛ dal supplizio il titano, che don˛ la propria mortalitÓ a Chirone divenendo immortale. Prometeo fu padre di Deucaliˇne.

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TITANI

cosý sono detti OcŔano, CoŔo, Iperiˇne, CrÝo, Giapeto e Cr˛no, figli di Urano e di GŔa e fratelli delle TitÓnidi. Essi insieme a GŔa spodestarono Urano e il pi¨ giovane fra loro, Cr˛no, s'impadroný del potere. Pi¨ tardi i Titani, ribellatisi a ZŔus, furono incatenati nel TÓrtaro.

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ULISSE (o anche Odisseo)

figlio di LaŔrte e di AnticlŔa e re di Itaca, Ŕ il pi¨ celebre eroe dell'antichitÓ. Fu tra i pretendenti di ╚Iena e spos˛ poi PenŔlope, che gli gener˛ TelŔmaco. Scoppiata la guerra di Troia fu costretto a parteciparvi e compý atti di valore e di astuzia sotto le mura della cittÓ assediata. Fu lui a suggerire ai Greci l'insidia del cavallo di legno che doveva far cadere la cittÓ. Dopo la presa della cittÓ impieg˛ altri dieci anni nel ritorno ad Itaca, perchÚ sbattuto dalle tempeste, avendo suscitato la collera di PosŔidone a cui aveva accecato il figlio PolifŔmo.




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